LUISS

NEGAZIONISMO

A proposito della questione relativa al negazionismo dell’Olocausto, intendo prendere posizione contro la legge sulla base di quanto detto precedentemente riguardo al rapporto bulimia/anomia legislativa. Non vorrei che questa, come spesso accade, sia un’ennesima legge sorta sull’onda di un’emozione, che va ad arricchire il nostro ordinamento, non trovando talvolta alcun riscontro da parte di una buona fetta della società. Proprio questa eccessiva produzione di leggi finisce per comprometterne l’osservanza; bisognerebbe, pertanto, tener presente che il diritto è cultura e che quindi una legge, per essere rispettata, va approvata soltanto a fronte della richiesta reale e delle esigenze concrete della società.

Perone Maria Virginia

4 commenti per “NEGAZIONISMO”

  1. rz.ferrari scrive:

    “Si ritiene opportuno specificare che chiaramente non e’in discussione la condanna dell’olocausto: il problema, come approfondito a lezione, verte sul ruolo della legge.
    In particolare, sono in discussione la funzione e gli effetti di una legge che venga ad operare all’interno di una cornice di disapprovazione generale e diffusa del negazionismo”.

  2. Diletta Aliotta scrive:

    In merito alla questione, ripeto convinta ciò che ho detto a lezione, ossia che sono contro la legge perchè non vedo quale diritto sia leso dal negazionista. Personalmente, se mi trovassi a parlare con un negazionista, mi limiterei ad un laconico “non sono d’accordo con lei”, e credo che non si sarebbe nemmeno la necessità di aggiungere “perchè…”, ma non pretenderei che quel qualcuno sia condannato in virtù della legge. Ritengo che siano ambiti al di là della opinione personale che la legge debba regolare. Di una opinione si può dire che è soggettivamente considerata assurda, ma non credo che si possa dire che è illegale! Già l’uso delle parole mi sembra quasi ridicolo. Non sono dell’opinione che la legge possa regolare tutto, ma che il buon senso e onestà individuale debba affiancarsi ad essa. Se nel caso del negazionista ciò non accade, egli non fa del male, nè dal punto di vista fisico, nè da quello psicologico, ad alcuno, ma mente a se stesso, facendosi una visione distorta del mondo e della storia che può nuocere solo a lui. Questo il mio parere.

  3. rz.ferrari scrive:

    Invio le mie riflessioni sulla tematica del negazionismo, di cui ci ha parlato durante una scorsa lezione.
    Credo che il fenomeno del negazionismo dia luogo indubbiamente a condotte di gravissimo allarme sociale in quanto lesive al diritto della verità storica, ossia del diritto che ogni individuo ha di conoscere la realtà di quei fatti qualificati come “storici” perchè accertati con fonti ufficialmente attendibili.
    E’ giusto, pertanto, che l’ordinamento giuridico reagisca sanzionando tali condotte. Ciò non significa comprimere la libertà di pensiero. La storia, infatti, non è un’opinione, un’ideologia, bensì certezza.
    La libertà di ricerca, di revisionare fatti storici è sempre ammissibile, purché avvenga con serietà e affidandosi a fonti ufficiali e documentate. E questo non è di certo il caso dei negazionisti. Costoro, infatti, basano la loro tesi su argomentazioni assurde, quasi folli, quali eventuali contraddizioni tra le testimonianze delle vittime sopravvissute alla strage, o l’assenza di cianuri nei resti delle camere
    a gas, o ancora il fatto che i campi di concentramento siano, in realtà, apposite ricostruzioni, finalizzate a gonfiare il numero degli ebrei uccisi.
    Il diritto alla libertà di pensiero è un bene prezioso, costituzionalmente garantito, ma deve essere esercitato nel rispetto di altri diritti altrettanto fondamentali, quali appunto la tutela dell’individuo alla certezza della storia, dal momento che è sul passato che l’uomo costruisce il suo presente e il suo futuro.

    Arianna Agazzi

  4. Jacopo Purificati scrive:

    Sono stato molto combattuto sulla posizione da prendere in quest’ambito. Tenderei, a seguito del ragionamento riportato più sotto, ad essere contro una legge in materia di negazionismo.
    Vorrei innanzitutto ragionare sulla doppia entità di questo fenomeno, cioè l’aderenza “di pensiero” alle tesi negazioniste da un lato, e l’aderenza “manifesta” a quest’ultime dall’altro.

    Per quanto riguarda l’aderenza “di pensiero”, un negazionista può pensare qualunque cosa, può avere il suo (per quanto immorale) parere ma non dev’essere per questo soggetto a coercizioni. Anche una persona malata di mente fa discorsi deliranti, a volte anche offensivi, ma di questa abbiamo semplicemente compassione e ci fa pena per le sue deficienze mentali. Dovremmo a mio parere fare lo stesso discorso per un negazionista.

    Per aderenza “manifesta” intendo invece una pubblica dichiarazione dei principi suddetti. In questo caso andrebbe a colpire, anche se solo verbalmente, la sensibilità di qualcuno. E in questo caso sono sicuro che la nostra Costituzione e le leggi già esistenti possano pienamente intervenire e sanzionare il negazionista.

    Mi spiego meglio, facendo uso di un esempio simile a quello di una collega.
    Se io fossi ebreo (aggiungo questo per far calzare meglio l’esempio)e incontrassi un tizio che mi dicesse “sono un negazionista”, io gli risponderei “mi dispiace per lei, addio” (“arrivederci” o “buona giornata” non vanno bene in questo caso..).
    Se invece lo stesso soggetto manifestasse espressamente le sue opinioni sull’olocausto nazista davanti a me, potrei benissimo denunciarlo per ingiuria, dal momento che avrebbe offeso l’onore del mio popolo (e quindi il mio onore) in mia presenza.

    In sintesi sono contro la legge sul negazionismo perché l’aderenza ad una qualunque tesi è tutelata dalla nostra Costituzione, e la sua esplicazione (che è ciò che veramente può provocare un danneggiamento degli altri individui) è già soggetta a coercizione dall’attuale ordinamento. Proporre una legge specifica sul negazionismo significa che lo Stato prende addirittura in considerazione il fenomeno, che conferisce a questo un’importanza (per quanto negativa questa possa essere), e al di là di ciò favorirebbe la bulimia legislativa di cui si è parlato più volte a lezione.

    Jacopo Purificati

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.