Il corso di storia dei partiti politici è diviso in due parti.
Una prima parte analizzerà quale ruolo il partito abbia avuto nello sviluppo politico e nel dibattito intellettuale dell’Ottocento europeo. All’interno del percorso che durante il diciannovesimo secolo ha portato i sistemi politici dell’Europa occidentale al suffragio universale o quasi universale, i partiti hanno svolto senza alcun dubbio un ruolo di primissimo piano. Un ruolo tuttavia assai diverso da paese a paese, a seconda del contesto storico-politico e istituzionale al cui interno essi si collocavano, oltre che della loro stessa natura ideologica e organizzativa. Intorno al partito poi, e al significato che la sua presenza ha acquisito nel tempo in termini di limitazione della libertà individuale, coinvolgimento delle masse in politica, radicalizzazione dello scontro pubblico, si è svolto soprattutto negli ultimi decenni dell’Ottocento un vivace dibattito intellettuale, analizzando il quale è possibile confrontarsi con alcuni degli snodi fondamentali dei travagliati processi di democratizzazione dell’Europa contemporanea.
La seconda parte del corso si soffermerà sull’Italia. Si osserverà quale rapporto abbia avuto col partito politico l’Italia prefascista: dalla mancata formazione di un partito liberale al nascere di formazioni politiche marginali al sistema – radicali, socialisti, cattolici. Ci si concentrerà sul tentativo di costruire uno “Stato dei partiti” all’indomani della Grande Guerra, e sull’emergere, dal fallimento di quel tentativo, di uno “Stato-partito”. Soprattutto, si analizzerà in profondità la “Repubblica dei partiti” del periodo 1945-1992: in quale modo il partito si sia affermato come fulcro del sistema istituzionale; come lo spazio pubblico sia venuto evolvendo nel corso degli anni; come quest’evoluzione sia stata accompagnata dal dibattito intellettuale; quali debolezze abbiano caratterizzato la Repubblica, e per quale ragione essa sia infine collassata nei primi anni Novanta.