LUISS

Guida agli elaborati

L’importanza della bibliografia

In ambito accademico esistono vari sistemi di citazione e formattazione dei riferimenti bibliografici, i più usati sono:

  1. il sistema autore-data, quale l’Harvard System oppure l’APA System (AmericanPsychological Association);
  2. il sistema numerico, che fa uso di note a fondo pagina o alla fine del lavoro (es. OxfordSystem).

Per gli elaborati triennali preferisco utilizziate il secondo (OxfordSystem), in merito al quale qui potete anche scaricare una breve guida richiamata in calce a queste informazioni.

La bibliografia, ossia l’elenco dei testi e delle fonti che avete consultato, costituisce un requisito fondamentale per la predisposizione dell’elaborati. Uno dei primi elementi che si va a valutare per dare un giudizio complessivo su una tesi riguarda infatti il metodo adottato per la ricerca bibliografica. Ciò soprattutto per quanto riguarda la quantità delle fonti.

Da non sottovalutare è l’accuratezza nel redigere l’elenco dei riferimenti bibliografici. La descrizione dei testi e delle fonti che avete consultato, se eseguita in maniera poco precisa, denota non solo scarsa attenzione al lavoro che avete svolto, ma soprattutto la più elementare ignoranza di regole che dovreste conoscere.

Ci sono naturalmente diversi metodi per redigere un elenco bibliografico, ma una regola vale per tutti i metodi: la uniformità dello stile bibliografico all’interno dell’elenco. Nel concreto: se usate cognome e nome per gli autori, vanno sempre usati entrambi e nella stessa forma e non, come spessissimo capita di leggere, una volta solo il cognome, un’altra cognome e nome, un’altra ancora cognome e nome ma quest’ultimo in forma abbreviata. Stabilita la regola, questa deve essere rispettata in tutto l’elenco. Cambiare continuamente stile bibliografico o omettere informazioni importanti (le indicazioni delle pagine di un articolo scientifico, l’anno di edizione, ecc.) comunica una forte sensazione di imprecisione e approssimazione. Quindi curate la bibliografia: basta guardare come è stata fatta in un qualsiasi buon libro scientifico.

Di seguito, alcune regole base per la redazione della bibliografia:

  1. i riferimenti bibliografici devono contenere solo quei lavori che sono stati espressamente citati nel testo della tesi;
  2. l’elencazione va fatta secondo l’ordine alfabetico del cognome dell’autore, indipendentemente dal fatto che l’opera sia un libro, un capitolo di un libro, un articolo o altro;
  3. esempi di stile per l’indicazione delle varie tipologie di testo.

libri o curatele:

[Metodo: autore/i, titolo (in corsivo) ,casa editrice, Luogo di pubblicazione, anno di pubblicazione, intervallo pagine

[Metodo: autore/i, (a cura di), titolo (in corsivo) ,casa editrice, Luogo di pubblicazione, anno di pubblicazione, intervallo pagine

capitoli in libri:

[Metodo: autore/i, titolo (fra virgolette), nome/i del/i curatore/i della raccolta, titolo della raccolta (in corsivo e, quando in inglese, iniziali in maiuscolo). Luogo di pubblicazione: casa editrice, anno di pubblicazione , intervallo delle pagine]

articoli in riviste specializzate:

[Metodo: autore/i, , titolo (fra virgolette), in (nome della rivista in corsivo e iniziali in maiuscolo), numero del volume, numero del fascicolo, anno di pubblicazione,intervallo delle pagine]

[Metodo: autore/i, titolo (fra virgolette), nome del quaderno/working paper (in corsivo e iniziali in maiuscolo), numero del volume, mese, città, anno di pubblicazione: dipartimento/università/think tank]

articoli da giornali:

[Metodo: autore/i, titolo (fra virgolette), nome del giornale (in corsivo e iniziali in maiuscolo), data, numero (se presente), anno di pubblicazione, intervallo delle pagine]

documenti ufficiali di Istituzioni:

[Metodo: istituzione, titolo (in corsivo), nome della raccolta (iniziali in maiuscolo), città, anno-mese di pubblicazione]  Se la quantità di documenti provenienti da Istituzioni dovesse essere rilevante si può pensare ad un elenco a parte.

consultazione di siti web e documenti scaricati da internet:

[Metodo: autore/i, titolo (fra virgolette), nome della raccolta (iniziali in maiuscolo),  sito internet, data di consultazione (tra parentesi)]

La consultazione di materiale reperito su Internet va fatta con senso critico, contestualizzata e calibrata nell’abito del lavoro di tesi. Diffidare di articoli e pubblicazioni on line insufficientemente scientifici o provenienti da siti poco affidabili; Internet è diventato ormai un mondo caotico dove si possono trovare molte informazioni utili, ma anche documenti inutili, inattendibili e di pessima qualità. Inoltre molte fonti vengono riprese e “ribattute” (postate) in senso virale, senza nessuno spirito critico. E’ comunque opportuno consultare solo siti istituzionali legati al tema della tesi (per esempio, i siti dell’UE, della FAO, Banca Mondiale, dell’OECD, della BCE, dell’FMI, dell’ISTAT, della Banca d’Italia, dei ministeri e delle regioni, riviste specializzate, cattedre on line). Il materiale – di qualità – così raccolto va sempre citato nelle fonti bibliografiche. L’elenco dei siti internet consultati va fatto comunque a parte dalla bibliografia principale, inserito in una apposita sezione dedicata alla sitografia. L’importate è, di nuovo, l’uniformità e il rispetto delle regole imposte sin dall’inizio.

guide oxford system

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