IP hijacking e privacy

Come affermava Aristotele, ”le persone non sono fatte per vivere da sole. L’uomo è un animale sociale”, che avverte il continuo ed impellente bisogno di venire a contatto e di comunicare con gli altri suoi simili.
Oggi Internet ha soddisfatto tale bisogno umano oltre ogni aspettativa immaginabile ed auspicabile, permettendo ad ogni singolo individuo di poter comunicare, incontrare, produrre e condividere la conoscenza e qual si voglia informazione, in modo virtuale, con tutto il Mondo!
Ma cosa accadrebbe se le nostre conversazioni private, anziché essere ricevute e lette dalla persone alle quali le abbiamo destinate, giungessero ad altre persone?
E se, invece, queste comunicazioni si fossero tenute tra l’Esercito,l a Marina, l’Aeronautica, l’ufficio del Segretario della Difesa o del Senato o dalla Nasa americani?
Quali potrebbero essere le conseguenze, ma soprattutto, c’è la possibilità di essere tutelati e prima ancora garantiti della segretezza delle operazioni svolte su Internet?

Questo che ho citato non è un esempio di libera invenzione, bensì la semplice e sconvolgente realtà, un fenomeno verificatosi l’8 Aprile 2010 e che prende il nome di “IP HIJACKING”.
Nel dettaglio, è avvenuto che i dati internet di tutto il mondo ed in particolare statunitensi, sono passati erroneamente attraverso i server cinesi, cioè hanno seguito un percorso errato, dovuto alla modifica del routing su Internet. Il nuovo router ha, dunque, indicato ai pacchetti di dati, come percorso più rapido, un nodo diverso da quello abituale e così informazioni delicate sono venute in possesso de popolo cinese.
Ovviamente l’informazione dell’avvenuta deviazione, trapelata solo dopo sei mesi, è stata prontamente smentita dalla China Telecom.

Ma le perplessità e gli interrogativi restano: è materialmente possibile che si sia potuto trattare solo di uno sbaglio? E se non fosse stato tale, potrebbe essere evitata in futuro una situazione di questo tipo, che ha annichilito la reputazione dei concetti di privacy e di sicurezza legati alla rete internet?
Oramai non si può essere più sicuri di niente!

Manuela Nasta

One thought on “IP hijacking e privacy

  1. Luigi Oliverio il ha scritto:

    Mi vorrei soffermare sulla prima parte del tuo intervento, nella quale tu affermi che l’invenzione dei social network e, più in generale di internet, ha soddisfatto il bisogno impellente dell’uomo di comunicare. Siamo sicuri che è proprio così?
    Secondo me Internet ha soddisfatto un bisogno diverso, ossia quello di comunicare attraverso uno schermo. Io penso che internet abbia offerto una soluzione e, nel contenpo, alimentato i problemi di comunicazione, di approccio (lo dimostrano i locali che offrono come strumento di approccio i computer) e il problema di non accettare se stessi (fisicamente o moralmente). Siamo sicuri che tutto ciò è positivo? io penso che questo tipo di comunicazione, sicuramente più facile e (per molti) attrente, in realtà ha come risultato l’estraniazione dalla realtà; quindi porta ad un effetto contrario, ossia rende fisicamente soli (anche se virtualmente in compagnia): i soggetti internet-dipendenti, non riescono più ad affrontare una relazione reale e si chiudono nel loro mondo virtuale. cosa ne pensate?