Salve professore,sono Luca Domenici un suo studente del primo anno. Le invio un commento su una fattispecie che mi ha incuriosito alquanto…
FONTE: IGN portale del gruppo ADNkronos
Si ‘prostituisce’ su Second Life, il marito la scopre e chiede la separazione
A prima vista, l’idea che una coppia stia divorziando per un flirt del partner con un uomo o una donna virtuale può sembrare divertente. D’altra parte se consideriamo il grande potere della comunicazione in rete e il potere dell’immaginazione, non c’è nulla di strano. Il mondo fantastico di second life quindi non è da definire del tutto irreale. Per le persone che prendono questo tipo gioco sul serio, il tradimento online non è differente da un tradimento reale.
In realtà, l’argomento di cui si sta parlando non è altro che una nuova manifestazione di un problema che è conosciuto dai maestri spirituali da secoli. Basti pensare che nello scrivere sulle relazioni che dovrebbero accompagnare un buon rapporto sessuale, il rabbino Caro istruisce gli uomini che è vietato fare l’amore con la propria moglie pensando ad un’altra donna. Ragazzi cosa ne pensate a riguardo?
Luca Domenici
Serena il ha scritto:
Sono d’accordo nell’attribuire la stessa importanza e gravità, volendo utilizzare un parametro morale, sia al tradimento VIRTUALE che a quello FISICO E CONCRETO. Questo perchè per moltissime persone, le chat virtuali, in cui è possibile edificare un vero e proprio ALTER EGO di se stessi, rappresentano realmente una vita parallela in cui realizzare la soddisfazione dei proprio desideri più nascosti e proibiti. E questo penso sia uno egli aspetti più negativi della nuova realtà aumentata: non solo perchè ridursi ad essere liberamente se stessi e per di più prostituendosi in un mondo che non esiste è qualcosa secondo me di aberrante, ma anche e soprattutto perchè, a mio parere la creazione di questi tipo di giochi è molto pericolosa e diseducativa, soprattutto per i bambini. Tutto ciò provoca inoltre una vera e propria dipendenza dal gioco stesso e dalla vita “ideale” e “idealizzata” che in quel gioco si svolge, una sorta di consapevole e indispensabile alienazione della persona umana che forse in questo caso diventa solo e unicamente VITTIMA delle nuove tecnologie.
Ditemi cosa ne pensate e complimenti a Luca per il curioso spunto di riflessione.
Serena D’Ettore
Alessandro il ha scritto:
Ottimo spunto di riflessione.
Purtroppo, al giorno d’oggi, di casi del genere ne escono al ritmo di più di uno al giorno, tra Second Life, Facebook e via dicendo…
Non dobbiamo stupirci più di tanto. Il Web ci mette a disposizione degli strumenti molto potenti, ma come al solito (da quando l’uomo cammina sul pianeta Terra, a 4 o a 2 zampe, non fa molta differenza…) l’uomo riesce a farne un uso distorto, con tutte le conseguenze del caso…
Questa è una di quelle. D’altronde nemmeno Fermi pensava che con l’energia atomica si potesse riuscire a distruggere migliaia di vite umane, radere al suolo due città, provocare disastri come quelli di Cernobyl e far vivere il mondo intero con l’ansia della minaccia atomica…
Tornando su un piano giuridico, la questione è molto interessante. L’intreccio tra l’informatica ed i suoi (ancora pochi, forse…) schemi giuridici e tutto l’impianto del diritto di famiglia può portare a conseguenze non di poco conto per quel che riguarda noi giuristi.
Quid iuris?
Potrebbe essere interessante discutere insieme su come i giudici potrebbero valutare le istanze proposte dal marito della signora protagonista di questo caso…
Nel frattempo ringrazo Luca ed attendo ulteriori novità, staremo a vedere.
Saluti
Alessandro
III Anno – Corso I.