LUISS

LABoratorio per la GOVernance dei beni comuni

Il tema dei beni comuni come un fiume carsico è riapparso all’attenzione del dibattito pubblico e ormai anche di quello scientifico. Esiste una tendenza forte a favorire una amministrazione condivisa, aperta, trasparente, plurale, responsabile e solidale di questi beni. Le correnti culturali in tema di beni comuni sono molto diversificate al loro interno e non esiste un common understanding neppure tra chi si occupa della loro difesa e tutela. Ma vi sono due certezze che spingono all’istituzione di un LABoratorio per la GOVernance dei beni comuni – LABGOV (in seguito “Laboratorio” o “LABGOV”). La prima è che i beni comuni sono ovunque ed esistono da sempre e per sempre. La seconda è che il governo, il diritto e l’economia dei beni comuni richiedono nuove competenze e nuove professionalità. Si tratta di formare una nuova generazione di amministratori pubblici, professionisti del non profit, comunicatori, giuristi o imprenditori ai principi e alle tecniche che dovrebbero presiedere al buon governo di questa tipologia di beni.

Per far ciò occorre un nuovo modello formativo che faccia leva in misura prevalente sull’educazione non formale. In altri termini, il Laboratorio si caratterizza non tanto e non solo per la novità dei contenuti teorici ma soprattutto per l’attenzione prestata all’attività clinica e di sperimentazione sul campo. Si vuole introdurre attraverso il Laboratorio una metodologia didattica modellata sulla “clinical education” di stampo anglosassone.

Gli studenti vengono preparati non più solo ad affrontare discussioni teoriche, ma a svolgere attività professionale facendo uso di competenze tecniche specifiche del settore, a gestire rapporti con i diversi interlocutori (i.e. istituzioni, singoli cittadini, gruppi e associazioni, terzo settore, imprese sociali, istituzioni filantropiche, ecc.), a sviluppare capacità di argomentare davanti ad autorità decidenti o gruppi di cittadini, ad acquisire competenze per conoscere il contesto sociale e facilitare il dialogo civico e gestire un progetto di amministrazione condivisa e cittadinanza attiva. Si vuole abituare lo studente non più solo a “pensare” come cittadino attivo, amministratore innovativo, giurista o comunicatore dei beni comuni, imprenditore della sostenibilità, ma anche ad “agire” come tale. Il Laboratorio prevede, infatti, una fase in cui egli assume il ruolo e la responsabilità di cittadino attivo e professionista dell’amministrazione condivisa e viene chiamato a misurarsi con le dinamiche reali e tutte le incognite che esse comportano.

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