LUISS

Programma

Anno accademico 2012/2013

Contenuti del corso

A. Parte 1. Elementi introduttivi
1. I fondamenti dell’economia di mercato. Logica e limiti.
2. Le metodologie di analisi: la scuola di Harvard, la scuola di Chicago e i nuovi sviluppi teorici.
3. Settori e mercati. La teoria dell’equilibrio economico particolare di A. Marshall. Il mercato rilevante. I distretti industriali. Le classificazioni industriali e le fonti statistiche.
4. La teorie dell’impresa.

B. Parte 2. Gli elementi di base
5. Le teorie della domanda.
6. Struttura e regime di variazione dei costi di produzione.

C. Parte 3. La struttura dei settori
7. La concentrazione dell’offerta. Misurazione. Cause ed effetti.
8. Le barriere all’entrata.
9. La differenziazione. Effetti della spesa pubblicitaria. La qualità e le innovazioni di prodotto. La “non price competition”.
10. La diversificazione.
11. L’integrazione verticale.

D. Parte 4. Le condotte delle imprese
12. I casi della concorrenza. I mercati contendibili. I casi del monopolio. Il monopsonio. La concorrenza monopolistica.
13. Le politiche di prezzo. Tecniche e strategie delle imprese “price maker”.
14. Teoria dell’oligopolio. I comportamenti collusivi.
15. Le condotte non collusive. Teoria della curva di domanda ad angolo.
16. Applicazioni della teoria dei giochi.
17. Un modello di concorrenza dinamica nei mercati imperfetti.

E. Parte 5. Le politiche industriali
18. La domanda aggregata come fattore della produttività.
19. La politica industriale in Italia. L’intervento pubblico. Uno scorcio storico (1945-1980).
20. La crisi della produttività e della crescita (1995-2010).
21. Le nuove tendenze delle politiche industriali. La regolazione dei mercati e le authorities.
22. La proprietà pubblica e privata delle imprese. Le privatizzazioni.
23. Il protezionismo.

Obiettivi formativi

Il corso di propone di fornire agli studenti gli elementi base della disciplina specialistica denominata “Economia Industriale”. Essa costituisce il fondamento concettuale: per la pianificazione strategica delle imprese nei contesti concorrenziali; per la disciplina della concorrenza; per la regolazione dei settori di attività economica per i quali sussistono forme limitative alla concorrenza.

Syllabus

Settimana 1 – Lezione 1 Lineamenti del corso e metodologie didattiche. Scopi e metodi dell’economia industriale. Adam Smith e i fondamenti dell’economia di mercato. Limiti e correttivi. I contenuti normativi dell’economia industriale: pianificazione delle imprese e regolazione dei mercati. Testi: Carlo Scognamiglio Pasini, ECONOMIA INDUSTRIALE, LUISS University Press, Cap. 1 – Lettura: CSP:   “Le Origini del Laissez Faire”
Settimana 1 – Lezione 2 Fondamenti teorici specifici dell’economia industriale. La teoria dell’equilibrio economico parziale di Alfred Marshall. Le relazioni causali fra i risultati economici e le caratteristiche della domanda e dell’offerta. Letture: Alfred Marshall, Principles of Economics. Book V. Macmillan, London 1920.Francis Bator, “Anatomy of Market Failures”. In QJE, August 1958 Testi:C.S.P. Cap. 2
Settimana 1 – Lezione 3 Portata e metodi analitici dell’economia industriale. Un paradigma introduttivo. Lo strutturalismo di E.S. Mason e J. Bain.Testi:C.S.P. Cap. 2
Settimana 2 – Lezione 1 Il paradigma Struttura-Condotte-Risultati economici (SCP). La misurazione dei risultati economici come vettore multidimensionale. L’influenza delle politiche pubbliche sui risultati economici. Testi:C.S.P. Cap. 2
Settimana 2 – Lezione 2 Le definizioni di “industrie” e “mercati”. La suddivisione dei mercati e dei settori per gruppi di beni sostituibili. Elasticità incrociata della domanda (εD x,y). Elasticità incrociata dell’offerta (εS x,y). Mercato, settore, ambito competitivo. I distretti industriali. Il fenomeno delle “esternalità” nella formazione dei distretti. Mercati globali e mercati regionali.Testi: C.S.P. Cap. 3Letture:G.Becattini, M.Bellandi, “I distretti Industriali: un Paradigma Socio-Economico”. In A.A.V.V., Industria e Distretti. Il Mulino, Bologna 2006.
Settimana 2 – Lezione 3 Le classificazioni statistiche delle attività economiche e industriali (ATECO – NACE – ISIC). La classificazione dei mercati in base alle caratteristiche dei prodotti (commodities/products) e della concorrenza.
Letture: ISTAT, “Classificazione delle Attività Economiche – ATECO 2007”.
Settimana 3 – Lezione 1 Economia della domanda. La teoria della domanda di Alfred Marshall. Domanda del consumatore e del mercato. Valori di elasticità al prezzo (εp) e al reddito (εy). La revisione dell’economia neoclassica di J. Robinson e E.H. Chamberlin. La domanda per l’impresa (residuale). Elasticità di sottrazione (εβ). La funzione di domanda secondo Robin Marris (“S shaped”). Le funzioni di domanda per le diverse tipologie di beni. I beni di consumo e beni di consumo durevoli. Beni intermedi e beni di investimento. Altre variabili esplicative della domanda. La qualità, la pubblicità. Effetti dell’elasticità della domanda sul saggio di profitto tendenziale.Testi:C.S.P. Cap. 5Letture:M.Friedman, “The Marshallian Demand Curve”. In: JPE, dec. 1949. n.6R.Marris, “ The Economic Theory of Managerial Capitalism”. Trad. it. Einaudi, Torino 1972.A.C. Johnson – P. Helmberger, “Price Elasticity of Demand and Market Structure”. In: AER, dec. 1967.
Settimana 3 – Lezione 2 Fattori di base che riguardano l’offerta. Struttura e regime di variazione dei costi di produzione. I costi nel breve periodo. Costi fissi e costi variabili, costi marginali e costi medi. Metodologia di calcolo dei costi di produzione. I costi figurativi. Costi di opportunità.Testi:C.S.P. Cap. 6Koutsoyannis Microeconomia cap 4
Settimana 3 – Lezione 3 Le funzioni di produzione e i costi nel lungo periodo. Concetto e misura della produttività dei fattori. Produttività crescente (increasing returns) e decrescente (decreasing returns).C.S.P. Cap. 6Koutsoyannis Microeconomia cap 3
Settimana 4 – Lezione 1 Le funzioni dei costi di produzione di lungo periodo. Le economie di scala. Cause e misurazioni. La dimensione ottima minima. Misurazioni con stime tecniche e la tecnica della sopravvivenza. Economie di ampiezza di gamma (economies of scope). Le diseconomie di scala. Il fenomeno delle curve di apprendimento (learning curves).Testi:C.S.P. Cap. 6Koutsoyannis Microeconomia cap 4Letture:Joe S. Bain, “Economies of Scale, Concentration and Conditions of Entry”. In AER, Vol.44 n.1, pp. 15-39. (dispensa distribuita in classe)Paul Krugman, “Scale Economies, Product Differentiation and the Pattern of Trade”. In AER, Vol. 70, n.5, (Dec.1980), pp. 950-959.(dispensa distribuita in classe).
Settimana 4 – Lezione 2 Il fenomeno della subadditività dei costi e il monopolio naturale. Rimedi al monopolio naturale.
Settimana 4 – Lezione 3 Elementi che caratterizzano la struttura dell’offerta: la concentrazione. Numerosità e dimensioni delle imprese. Cause ed effetti della concentrazione.
Testi: C.S.P. Cap. 7 Letture: US Department of Justice, Mergers Guidelines (1984).
Settimana 5 – Lezione 1 Le misure della concentrazione. Concentrazione relativa e concentrazione assoluta. Gli indici complessi. Concentrazione e potere di mercato (potere monopolistico). Saggio tendenziale di profitto, elasticità della domanda e grado di concentrazione.Testi:C.S.P. Cap. 7Letture:US Department of Justice, Mergers Guidelines (1984).
Settimana 5 – Lezione 2 Teorie dell’impresa: il punto delle diverse teorie.Testi: C.S.P. Cap. 4Letture:J.Schumpeter, “The Theory of Economic Development”. Harvard University Press, Harvard Mass. 1934. Ch. II.R.Coase, “The Nature of the Firm”. In “Economica”, n.4 (16) 1937, pp. 386-405.
Settimana 5 – Lezione 3 Forme istituzionali dell’impresa. Il modello renano e il modello anglosassone.Testi: C.S.P. Cap. 4Letture:J.Schumpeter, “The Theory of Economic Development”. Harvard University Press, Harvard Mass. 1934. Ch. II.R.Coase, “The Nature of the Firm”. In “Economica”, n.4 (16) 1937, pp. 386-405.
Settimana 6 – Lezione 1 Fra mercato e gerarchia. La proprietà e il controllo delle imprese. I gruppi, la leva societaria e i sindacati di voto. Finalità e vincoli del management. Nuove tendenze nell’organizzazione strategica delle imprese: dall’impresa “fordista” all’impresa “piattaforma (platco)”.Testi: C.S.P. Cap. 4Letture:J.Schumpeter, “The Theory of Economic Development”. Harvard University Press, Harvard Mass. 1934. Ch. II.R.Coase, “The Nature of the Firm”. In “Economica”, n.4 (16) 1937, pp. 386-405.
Settimana 6 – Lezione 2 La differenziazione dei prodotti: qualità e pubblicità. L’informazione del mercato. Le asimmetrie informative. La qualità percepita del prodotto. Le politiche di “brand”. Effetti economici della spesa pubblicitaria e modelli di ottimizzazione. Le elasticità incrociate fra quantità, prezzo, qualità, pubblicità.Testi:C.S.P. Cap. 9Letture:George Akerlof, “The Market for Lemons. Quality Uncertainty and the Market Mechanism”. In QJE 1970 n. 84, pp. 488-500R. Dorfman, P.O. Steiner, “Optimal Advertising and Optimal Quality”. In AER 1954 n.44, pp. 826-836.
Settimana 6 – Lezione 3 L’integrazione verticale: mercato e gerarchie. Definizioni. Misurazione. Integrazione ascendente e discendente. Effetti sulla struttura dei costi. L’integrazione e la creazione di valore per le imprese. L’integrazione verticale nel ciclo di vita dei settori. La diversificazione: definizione. Attività prevalente e consolidamento. Gli obiettivi della diversificazione e le condotte strategiche. La matrice BCG. Testi: C.S.P. Cap. 10 e 11
Settimana 7 – Lezione 1 La controversia marginalista.Testi:Koutsoyannis Microeconomia cap 11
Settimana 7 – Lezione 2 Modelli di formazione dei prezzi. Le imprese price maker. Le procedure della formazione dei prezzi. Full cost pricing. Direct costing. Confronto fra le procedure e i modelli La massimizzazione del profitto nel breve e nel lungo periodo. I modelli di formazione dei prezzi. Vintage pricing. Prezzi predatori. Prezzo limite. Prezzi discriminatori. Bundling & Tying  Sales. Tendenze dei prezzi dei prodotti industriali.Testi:C.S.P. Cap. 13
Settimana 7 – Lezione 3 Le barriere all’entrata. Definizione e misurazione. Barriere assolute. Barriere relative. Il prezzo di entrata. Il postulato di Sylos. Il modello BSM. Effetti della concorrenza potenziale. Barriere all’uscita e prezzo di eliminazione. Barriere all’entrata in un contesto dinamico.Testi: C.S.P. Cap. 8
Settimana 8 – Lezione 1 I mercati contendibili.
Grillo Silva, Impresa, concorrenza e organizzazione cap. 10
Settimana 8 – Lezione 2 Teoria delle forme di mercato: la concorrenza perfetta. Formazione del prezzo nel breve e nel lungo periodo. Instabilità dei mercati concorrenziali. La copertura dei rischi e i mercati “futures”. Il teorema “cob web”. Le forme di mercato monopolistiche. Effetti sulla quantità, sul prezzo e sul benessere. La rendita monopolistica e la “x- inefficiency”. Testi: C.S.P. Cap. 12
Settimana 8 – Lezione 3 La concorrenza monopolistica.Koutsoyannis Microeconomia cap 8
Settimana 9 – Lezione 1 Le forme di mercato oligopolistiche. Caratteristiche e problematiche degli oligopoli. La curva di domanda residuale immaginata. Gli oligopoli collusivi. I cartelli. Il fenomeno della price leadership. Ostacoli ai comportamenti collusivi. Testi:C.S.P. Cap. 14
Settimana 9 – Lezione 2 I modelli teorici delle forme di mercato oligopolistiche non collusive. La teoria della curva di domanda ad angolo (“kinky demand curve”). Dimensioni delle imprese ed equilibrio dei mercati: il modello di Momigliano. Costi e prezzi nei mercati oligopolistici. Gli effetti delle variazioni dei cambi.Testi:C.S.P. Cap. 15
Settimana 9 – Lezione 3 I modelli delle condotte non cooperative. L’equilibrio di Cournot. L’equilibrio di Nash. Applicazioni della teoria dei giochi. Testi: C.S.P. Cap. 16Letture:CSP “Il dilemma del prigioniero”. Testo in parte tratto da: John Cassidy, “How the Markets Fail”. Farrar, Straus and Giroux. New York 2009, p. 146-segg. (dispensa distribuita in classe).
Settimana 10 – Lezione 1 La Politica Industriale. Produttività, competitività e sviluppo. I modelli keynesiani. La domanda effettiva. Il  moltiplicatore-acceleratore. L’innovazione di Solow. La “Chicago School”. La “Supply side economics”. La competitività del Sistema Italia. I modelli di analisi di breve periodo. I trends nel lungo periodo: la “Legge di Kaldor- Verdoorn”.Testi: “Il Paziente Italiano: Perché i Tassi di Crescita Italiani divergono?”. Tratto da “L’Industria, Rivista di Economia e Politica Industriale” a. XXXI  n.1, 2010.P. BIANCHI, C. POZZI, Crisi economica e politica industriale, in P. BIANCHI,C. POZZI (a cura di), Le politiche industriali alla prova del futuro. Analisi peruna strategia nazionale. Il mulino, Bologna, 2010
Settimana 10 – Lezione 2 Le politiche industriali: dall’intervento diretto alla regolazione dei mercati. Aiuti  e incentivi. “Bail Outs” e privatizzazioni. Il ruolo della proprietà pubblica delle imprese in Italia. Testi: C.S.P. Cap. 20
Settimana 10 – Lezione 3 La tutela della concorrenza. Le Authorities americane ed europee. L’AGCM in Italia.Testi: C.S.P. Cap. 21
Settimana 11 – Lezione 1 Concorrenza costitutiva e concorrenza strumentale. Mercato rilevante e procedimento antitrust.Testi: C.S.P. Cap. 21
Settimana 11 – Lezione 2 Il problema della regolazione economica. Le Autorità di regolazione in Italia.
Testi: C.S.P. Cap. 21
Letture: George Stigler, “The Theory of Economic Regulation” In BJE, 1971.
Settimana 11 – Lezione 3 SEMINARIO. La regolazione delle utilities: l’energia
Settimana 12 – Lezione 1 SEMINARIO. La regolazione delle utilities: le TLC
Settimana 12 – Lezione 2 SEMINARIO. La regolazione delle utilities: i trasporti
Settimana 12 – Lezione 3 La globalizzazione dei mercati. Effetti sulla crescita e sulla stabilità. I vantaggi economici comparati e le politiche di liberalizzazione degli scambi. Le politiche protezionistiche: le ragioni a favore e contrarie. Le politiche predatorie nella competizione internazionale. Testi:C.S.P. Cap. 22
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