LUISS

Intervento del dott. Attilio Gambetti

Testo della premessa al mio “Alberto Simonini socialista democratico”, scritta da Attilio Gambetti, nipote del deputato socialdemocratico e presidente del Comitato celebrativo del cinquantenario della morte di Alberto Simonini.

 

L’idea di celebrare in qualche modo Alberto Simonini, mio nonno materno, è maturata in me e mio fratello Adalberto (unici discendenti diretti, ancora in vita, che lo hanno conosciuto) nel corso degli ultimi anni, soprattutto dopo aver constatato, con un certo rammarico, l’oblio immeritato che lo aveva circondato.
Anche le Istituzioni non hanno mai adeguatamente messo in risalto questa figura che, nel suo periodo storico, ha sicuramente inciso significativamente nello scenario politico italiano. Aspettavamo l’occasione opportuna e il cinquantenario della morte costituisce sicuramente l’ultimo appuntamento al quale non possiamo mancare per rispettare l’impegno reciproco che ci eravamo presi.
Da qui nasce il Comitato celebrativo, dai connotati fortemente familiari, al quale si deve, tra le altre cose, l’edizione del presente libro. L’iniziativa, “nata in famiglia” e pensata da chi, cinquant’anni fa, aveva, rispettivamente, 17 e 14 anni, doveva tradursi in una sorta di percorso nella memoria e nei sentimenti di noi nipoti, abbastanza “acerbi”, al tempo, per assorbire il pensiero politico di nostro nonno ma certamente recettivi per assimilarne gli alti contenuti personali, trasudanti umanità e coerenza nel rispetto degli importanti valori civili che ne hanno ispirato l’intera esistenza. Altre testimonianze avrebbero assolto il compito di completare, per i risvolti della sfera pubblica e politica, il “mosaico celebrativo” che avevamo i mente: in primis, quella di Giuseppe Amadei,
delfino e successore politico di nostro nonno; poi quella di Mauro Del Bue, politico e storico di generazione successiva, unico studioso che si sia occupato e abbia scritto in varie occasioni della figura di Simonini.
A questo punto, per nostra fortuna, il caso ha voluto che incrociassimo Michele Donno: la recensione del suo libro “Socialisti Democratici. Giuseppe Saragat e il PSLI (1945- 1952)”, e il contemporaneo esplicito ricordo delle figure di Saragat e Simonini, fatta dal noto giornalista e scrittore Giampaolo Pansa, ci ha indotto a contattare quest’ultimo ricevendo, con estrema cordialità, immediata partecipazione sfociata nel metterci in contatto con Donno. L’incontro tra la nostra ferma volontà celebrativa e il competente entusiasmo del ricercatore universitario ha prodotto una complicità alchemica che ha consentito la composizione del presente libro, biografia politica di Alberto Simonini, la cui completezza ed esaustività ha immediatamente cancellato il taglio del tutto diverso che ipotizzavamo dovesse accompagnare l’iniziativa originariamente progettata. Siamo certi che la fatica di Michele Donno costituisca il migliore tributo che potessimo immaginare di riuscire a offrire alla memoria di Alberto Simonini in quanto, trattandosi di uomo vissuto di politica e per la politica, niente può meglio onorarlo di una completa ricostruzione del percorso di vita quale quella che qui viene offerta ai lettori.
Questa “svolta” rispetto al progetto celebrativo originario comporta che gli aspetti più intimi che ci legano al ricordo di nostro nonno, della sua “burbera” bontà, della sua immensa umanità e dell’irraggiungibile esempio di vita, li teniamo per noi con la speranza di poterli testimoniare ai nostri figli e nipoti. Indiretta traccia, peraltro, si riscontra nel suo percorso politico, così ben ricostruito nel presente libro, oltre che nel corredo fotografico che lo completa.
Prima del congedo, doverosi e sentiti ringraziamenti agli altri fondatori del comitato, a tutti quei soggetti che ci hanno sostenuto anche economicamente, alle Istituzioni che ci hanno affiancato con vera partecipazione, cancellando d’un sol colpo eventuali “dimenticanze” del passato.
Veramente grazie a Mauro Del Bue, estremamente disponibile e collaborativo in questa circostanza e meritevole di riconoscenza per quanto scritto in passato.
A Giuseppe Amadei un abbraccio filiale: cosa altro, a chi non può che considerarsi di famiglia e, per di più, è nato nello stesso anno di nostra madre Dimma? A lui va il merito, inoltre, di aver sapientemente traghettato fin qua anche le “ricchezze materiali” create da nostro nonno, riconoscibili nel patrimonio dell’Opera benefica “Camillo Prampolini”, il cui asservimento alle finalità sociali che ne hanno ispirato la costituzione ha recentemente trovato definitiva collocazione nella generosa donazione delle quote dell’intero capitale della stessa da parte dei soci (Amadei, Ruozi e Rocco) a favore della fondazione Centro di addestramento professionale “Alberto Simonini”.
Un sentito segno di riconoscenza anche a Newdada Comunicazione, che ha messo a disposizione la propria professionalità curando la progettazione grafica del libro; non sfugge certo che all’intervento tecnico si è aggiunta la particolare sensibilità dovuta alla circostanza che uno dei due soci è Nicola, pronipote di Simonini.
L’ultimo grazie, il più profondo e coinvolgente anche le nostre famiglie per l'”eternità” che assume la sua fatica, a Michele Donno, tanto giovane quanto valente ricercatore universitario che il caso ci ha fatto incontrare e che ha dato corpo, con eccellenza, al nostro sogno.

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