LUISS

“Italia e Francia: una pace difficile. L’ambasciatore Giuseppe Saragat e la diplomazia internazionale (1945-1946)”

Piero Lacaita Editore, giugno 2011, pp. 204.

Presentazione

Una tappa fondamentale nel processo di formazione politica e culturale di Giuseppe Saragat fu l’esperienza di ambasciatore italiano in Francia, dall’aprile 1945 al marzo 1946. Dopo aver trascorso in esilio oltre un decennio, fra Parigi e Saint Gaudens, nel corso di quell’anno, Saragat non solo riprese i contatti con i socialisti francesi e con Léon Blum ma, soprattutto, incontrò i rappresentanti delle principali potenze mondiali, con i quali dibatté delle spinose questioni relative al trattato di pace italiano. In questa impegnativa attività, Saragat prese diretta conoscenza delle grandi questioni internazionali, in cui l’Italia era parte modesta e che ormai venivano definendosi in una dura contrapposizione fra i due Blocchi. E nonostante le buone intenzioni che i governanti francesi gli manifestarono ripetutamente, Saragat presto raggiunse la consapevolezza che le questioni fra Italia e Francia non sarebbero certamente state risolte bilateralmente ma avrebbero fatto parte di un ben più ampio tavolo di trattative, su scala planetaria. Questa attività diplomatica, inoltre, fu determinante per la successiva decisione di dare vita, con la scissione di palazzo Barberini del gennaio 1947, ad un nuovo soggetto politico nell’ambito della sinistra italiana. Gli incontri con l’ambasciatore sovietico Aleksander Bogomolov e le dinamiche della nascente guerra fredda consolidarono in Saragat la convinzione che il movimento socialista avrebbe potuto avere, a livello nazionale e mondiale, un ruolo di mediazione rispetto alla contrapposizione fra le due grandi potenze, con la creazione di una Terza forza europea socialdemocratica e indipendente; allo stesso tempo, l’ambasciatore comprese come l’antica avversione del comunismo internazionale verso le socialdemocrazie europee, messa da parte nell’offensiva al nazifascismo, avrebbe nuovamente preso vigore con la fine della guerra. Ogni tentativo, da parte socialista, di fusione con il Partito comunista italiano, quindi, doveva essere fortemente osteggiato; e proprio per evitare il pericolo fusionista, dopo appena un anno di attività diplomatica, Saragat decise di rientrare in Italia dove avrebbe ripreso la sua azione politica per la difesa dell’autonomia socialista, in vista delle elezioni del giugno 1946.

 

Indice

 

Introduzione

di Fabio Grassi Orsini

 

Premessa

I. Il secondo governo Bonomi e la questione tunisina

II. La nomina di Saragat ad ambasciatore e l’arrivo a Parigi

III. La questione dei prigionieri di guerra e dei lavoratori italiani in Francia

IV. Truppe francesi in Italia

V. I colloqui de Gaulle-Saragat e i problemi territoriali e dei confini

VI. Agli albori della guerra fredda

VII. I rapporti franco-italiani all’indomani della nascita della Quarta Repubblica

VIII. La crisi del dicembre 1945

IX. I rapporti italo-francesi nel 1946 ed il rientro di Saragat in Italia

Conclusioni

 

Indice dei nomi

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